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riassunto IN 30 SECONDI

Proseguiamo l’esposizione dei principali criteri da considerare per realizzare un sito web accessibile: tecnicamente, bisogna progettare i moduli di contatto in maniera semplice e leggibile anche dagli screen readers, non utilizzare le tabelle o, se necessario, realizzarle in maniera semplice e accessibile, offrire strumenti di ridimensionamento del testo e non programmare i testi in unità assolute.

Per quanto riguarda i media, bisogna evitare la riproduzione automatica dei media, i caroselli e gli slider. Infine, dopo aver creato una infrastruttura accessibile, si dovrà rendere accessibili anche i contenuti del sito.

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ARTICOLO

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto i 5 interventi che rendono più accessibile un sito web.

Vediamo ora gli ultimi 5:

6. Progettare i moduli di contatto in maniera semplice 

I moduli (di contatto, di iscrizione…) sono un utile strumento nella maggior parte dei siti ma devono essere progettati con attenzione. L’aspetto più importante è assicurarsi che ogni campo sia chiaramente etichettato. Ciò comprende anche il posizionare le etichette adiacenti ai rispettivi campi. Sebbene un utente vedente possa facilmente abbinare un’etichetta al campo o all’opzione corrispondente, questa operazione non è altrettanto ovvia per chi utilizza uno screen reader.

È importante anche fornire istruzioni e informazioni in modo chiaro e facilmente comprensibile. Anche in questo caso il vantaggio non sarà solo per le persone con disabilità cognitiva ma aumenterà il tempo di permanenza sul sito di tutti gli utenti, migliorando anche la UX.

 

7. Non utilizzare le tabelle o, se necessario, realizzarle in maniera semplice e accessibile

Le tabelle sono utili soprattutto per facilitare il confronto tra i dati. Rendono molto più semplice analizzare anche grandi quantità di informazioni ma devono essere realizzate in modo che possano essere correttamente interpretate anche dagli strumenti di  tecnologia assistiva.

Esistono alcuni criteri e tecniche di realizzazione che consentono di ottenere il massimo beneficio: primo fra tutti la semplicità.

Inoltre, è meglio evitare di utilizzare tabelle per dati diversi da quelli che devono essere rappresentati inevitabilmente con tabelle: privilegiamo sempre gli elenchi puntati che non confondono gli screen reader e sono più comprensibili anche dagli utenti con disabilità cognitiva.

 

8. Offrire strumenti di ridimensionamento del testo

La maggior parte dei dispositivi e dei browser consente agli utenti di ridimensionare il testo, a vantaggio delle persone con disabilità visive. Tuttavia, se il sito non è stato creato programmando questa funzione, il ridimensionamento del testo potrebbe interrompere il tuo design o rendere difficile l’interazione con il tuo testo.

Una buona pratica è evitare di indicare le dimensioni in unità assolute, ad esempio specificando la dimensione del testo con i pixel. Utilizzare dimensioni relative, ad esempio con percentuali, il testo può essere ridimensionato senza che lo stile del sito o le funzioni siano compromesse.

Un primo test può essere fatto aumentando con lo zoom le dimensioni del testo: un sito accessibile risponderà adeguatamente da qualsiasi device.

 

9. Evitare la riproduzione automatica dei media, i caroselli e gli slider

La riproduzione automatica dei file multimediali è un aspetto delicato: molti li ritengono indispensabili, soprattutto per offrire nel sito web una UX (esperienza per l’utente) simile a quella dei social. In realtà, spesso, soprattutto in condizioni di rete limitata – anche solo in metropolitana – l’avvio di musica o video può rallentare notevolmente la pagina. 

Ancora maggiori sono le difficoltà per le persone con disabilità. Ad esempio, capire come disattivare i media può essere difficile quando si utilizza uno screen reader, mentre altri utenti potrebbero semplicemente essere confusi o addirittura spaventati dal rumore improvviso. Evitiamo quindi di includere elementi che si attivano senza che l’utente li abbia prima richiesti.

Per quanto riguarda i caroselli e gli slider (le presentazioni con immagini scorrevoli) consideriamo che sono fonte di grande frustrazione se il lettore ha bisogno di più tempo per leggere o comprendere tutte le informazioni, prima di passare alla immagine o alla sezione successiva.

Offriamo quindi sempre la possibilità di gestire autonomamente la transizione delle immagini.

 

10. Rendiamo accessibili tutti i contenuti

Infine, arriviamo al cuore del sito: il contenuto. Sebbene progettare il sito per l’accessibilità sia estremamente importante, bisogna sempre tenere presente che le stesse considerazioni devono essere riproposte quando si creano i contenuti.

Ciò significa prestare attenzione sia ad aspetti apparentemente minori, come scrivere sempre completamente gli acronimi, sia ad aspetti più importanti, come assicurarsi di dare a tutti i link nomi descrittivi e collegamenti univoci.

Ricordiamo sempre che, proprio come il sito deve poter essere utilizzato da chiunque, anche i contenuti dovrebbero essere accessibili e leggibili. Noi di ComuniLabo prevediamo sempre un momento di formazione per tutte le persone che pubblicheranno contenuti su un sito, prima della messa online.

 

Conclusione 

Assicurarsi che un sito sia accogliente per il maggior numero possibile di persone dovrebbe essere una priorità assoluta. Non c’è motivo di escludere nessuno, soprattutto perché è possibile farlo.

Non solo gli utenti saranno soddisfatti: questa pratica offre importanti vantaggi anche in aumento del traffico e delle conversioni.

Prendendo il tempo necessario per comprendere i possibili difetti nel design e nei contenuti, è possibile assicurarsi che il sito sia ottimizzato, apprezzato e correttamente posizionato.

 

Immagine: shutterstock/Gunnar Pippel

Clicca per leggere l’articolo “10 criteri per rendere accessibile un sito web (parte 1)”

Clicca per leggere l’articolo “Breve introduzione all’accessibilità del web”

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