IN 30 SECONDI

L’acido folico è una vitamina fondamentale per l’attività cognitiva e per la sintesi di molecole vitali come il DNA; è molto importante prima e durante la gravidanza per il corretto sviluppo neurologico e cognitivo del feto. Si trova soprattutto nelle verdure a foglia verde, nella frutta e nella frutta secca.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

James Lind

(Edimburgo 1716 – Gosport 1794)
Studioso di igiene navale e medicina preventiva nel Regno Unito, propose il consumo di agrumi e vegetali freschi per prevenire lo scorbuto, intuendo che la causa potesse essere in una carenza nutrizionale.

Umetaro Suzuki

(1874 – 1943)
Scienziato giapponese, isolò le prime vitamine estraendo un complesso solubile in acqua di micronutrienti della crusca di riso.

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, anche note con il nome di vitamina B9.

Negli alimenti è presente come folato alimentare mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici. Consolidate evidenze scientifiche dimostrano come la carenza di acido folico rappresenti uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malformazioni congenite e, in particolare, dei difetti del tubo neurale, come il mancato sviluppo del cervello (anencefalia) o l’estroflessione del midollo spinale (spina bifida). 

Poiché l’apporto ottimale di acido folico, nella prospettiva di una gravidanza, è di 0,4 mg al giorno, dose che non può essere ottenuta con sicurezza e con regolarità giornaliera attraverso la comune alimentazione (che apporta in media 0,2 – 0,3 mg al giorno), anche aumentando l’assunzione di alimenti ad elevato contenuto di folati.

Per questo motivo si raccomanda a tutte le donne in età fertile di assumere un supplemento vitaminico a base di 0,4 mg di acido folico al giorno. Se una donna ha già avuto una gravidanza conclusasi con una interruzione per un difetto del Tubo neurale (Dtn) o con la nascita di un bambino con un DTN deve assumere un supplemento di acido folico al dosaggio di 4-5 mg al giorno. Inoltre, è raccomandato il dosaggio di 4-5 mg al giorno anche alle donne che:

  1. hanno o hanno avuto un familiare (nella propria famiglia o nella famiglia del partner) con un Dtn,
  2. sono affette da epilessia, anche se non in trattamento con farmaci anticonvulsivanti,
  3. hanno avuto un’interruzione di gravidanza per una malformazione congenita o un nato con una qualunque malformazione congenita,
  4. sono affette da diabete,
  5. sono affette da obesità,
  6. assumono, o hanno assunto in precedenza, quantità eccessive di bevande alcoliche.

Gli studi indicano efficace già il dosaggio di 4 mg, in Italia è disponibile una formulazione da 5 mg di acido folico per compressa.

Anche la donna che programmi attivamente la gravidanza non può stabilire con precisione il giorno del concepimento. E’ necessario quindi assumere più acido folico sia con l’alimentazione che integrandola con il preparato vitaminico, sin da quando la coppia decide di avere un figlio o non ne esclude la possibilità oppure non usa metodi contraccettivi di sicura efficacia. Al fine di disporre di un apporto ottimale l’assunzione dovrebbe iniziare prima del concepimento, e continuare per tutto il primo trimestre di gravidanza. Chi programma la gravidanza assume mediamente l’acido folico per circa 6 mesi prima del concepimento. 

Quali sono gli alimenti più ricchi di folati?

I folati sono contenuti negli alimenti di origine vegetale e negli alimenti di origine animale.

Il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati in folati (circa 500 microgrammi /100 grammi), ma per aumentare l’assunzione in folati è consigliato aumentare il consumo abituale di alimenti di origine vegetale: verdura a foglia, frutta, legumi, cereali integrali. Senza dimenticare qualche porzione settimanale di frutta secca. Tra gli alimenti di origine animale le uova hanno buoni contenuti in folati (50 mcg/100 g), il consumo massimo consigliato è di 2-3 volte alla settimana.

Ecco alcuni alimenti che non dovrebbero mai mancare in una dieta sana e ricca di folati, anche se è importante ricordare sempre che la sola alimentazione, in gravidanza, non può essere suficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati.

 

VERDURE

  • Carciofi
  • Broccoli
  • Asparagi
  • Spinaci
  • Bietola
  • Cavolo nero
  • Indivia
  • Lattuga
  • Rapa rossa
  • Cavoletti di Bruxelles

LEGUMI

  • Fagioli
  • Ceci
  • Lenticchie

FRUTTA

  • Arance
  • Fragole
  • Limone
  • Melone
  • Kiwi
  • Avocado
  • Clementine

FRUTTA SECCA

  • Nocciole
  • Pistacchi
  • Noci
  • Mandorle

PASTA E PANIFICATI

  • pasta integrale
  • pane integrale

CARNE

  • Fegato di pollo
  • Suino
  • Bovino

Gli alimenti fortificati con acido folico

Meritano un approfondimento gli alimenti fortificati con acido folico: sono alimenti a cui viene aggiunto l’acido folico durante il processo produttivo e contengono quindi una quota di folati naturali e una quota di acido folico sintetico. Sul mercato italiano sono presenti una varietà di prodotti fortificati: cereali da colazione, biscotti, fette biscottate, succhi di frutta.

La fortificazione è il processo attraverso il quale un nutriente e più generalmente un micronutriente, come una vitamina, un minerale o altri composti che hanno un effetto benefico sulla salute (per esempio: acidi grassi essenziali, fibra), vengono aggiunti a un prodotto alimentare per migliorarne la qualità nutrizionale e per aumentarne i livelli di assunzione nella popolazione. 

Nei primi anni della sua applicazione tecnologica, la fortificazione degli alimenti (o arricchimento) è stato un processo utilizzato dalle aziende del settore alimentare volto principalmente a ripristinare le eventuali perdite avvenute nei processi produttivi, o nell’intento di rendere “più nutrienti” alcuni prodotti dedicati a gruppi specifici di popolazione per favorire l’apporto vitaminico e/o di sali minerali. Il caso più frequente sono appunto le formulazioni per l’infanzia. 

Gli studi degli ultimi vent’anni, che hanno sempre più fortemente evidenziato lo stretto rapporto tra alimentazione e salute, hanno in qualche modo promosso la nascita di molti alimenti arricchiti – i più famosi i cereali da prima colazione – formulati con l’aggiunta di molti minerali, vitamine e fibre. L’intento dell’industria alimentare era, ed è, quello di promuoverne la vendita e i consumi rendendoli più attraenti grazie ai loro potenziali “health benefits”. Nessun alimento fresco come frutta, verdura, carne e pesce può essere soggetto a fortificazione, né ovviamente alimenti che contengono alcol. 

Alcune evidenze scientifiche emerse in quegli anni hanno, però, promosso un importante dibattito sui potenziali effetti della fortificazione, anche in relazione ad alcuni possibili rischi correlati all’eccesso di assunzione di acido folico sintetico (quello proveniente dalla fortificazione). Tra questi:

  • possibile mascheramento della vitamina B12: dopo un decennio dall’adozione della fortificazione obbligatoria negli Usa (coesistente con la fortificazione volontaria e con la supplementazione) è stata rilevata nella popolazione degli Stati Uniti una percentuale non trascurabile (5% circa) di individui sopra i 65 anni con alti livelli di folatemia, iperomocisteinemia e con bassi livelli di vitamina B12, nonché ad elevato rischio di anemia e di deficit cognitivo (Morris et al., 2007). In Canada, Ray et al., 2008 hanno osservato un’inattesa prevalenza di stati carenziali in vitamina B12 (superiore al 5%) nelle donne in età fertile, 9 anni dopo l’inizio della fortificazione. Questo dato necessita comunque ulteriori approfondimenti;
  • presenza di acido folico non metabolizzato nel plasma: nelle popolazioni soggette a fortificazione obbligatoria (che contemporaneamente hanno però un’elevata assunzione di supplementi vitaminici a base di acido folico) è stato osservato un aumento significativo dell’acido folico non metabolizzato nel plasma, il cui ruolo non è stato ancora chiarito, e una possibile correlazione fra acido non metabolizzato e problemi di anemia e disturbi cognitivi (Morris et al., 2010);
  • aumento del rischio di recidive dei tumori del colon-retto.

 

Fonte: Ministero della Salute | Azienda ULSS9 | EpiCentro – Immagine: shutterstock/Africa Studio

Clicca qui per leggere l’articolo “Tanti pregiudizi sull’allattamento al seno”

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