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riassunto IN 30 SECONDI

Rendere i siti Web accessibili alle persone con disabilità cognitive è importante quanto lo è per qualsiasi altro tipo di disabilità. Ci sono tecniche, e soprattutto buone pratiche, da utilizzare per garantire che i nostri contenuti e funzionalità web siano accessibili a tutti.

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ARTICOLO

Finalmente si inizia a diffondere la consapevolezza che l’web unisca facilmente le persone ma non sia altrettanto facilmente navigabile per tutti gli utenti. Esistono persone che affrontano con fatica pagine e testi a causa delle difficoltà legate ai processi mentali che usiamo per percepire e comprendere il mondo.

Ciò su cui ogni sviluppatore e creatore di contenuti deve concentrarsi è l’impatto funzionale che i prodotti non accessibili hanno sulle persone, in particolare con disabilità cognitive ma non solo. Quante volte abbiamo sperimentato la difficoltà di concentrarci, siamo distratti e ci “perdiamo sulla pagina”, dobbiamo rileggere più volte per capire l’azione richiesta?

Impatto sugli utenti

Quando c’è una limitazione nelle capacità cognitive, si verifica una compromissione funzionale in una di queste 5 aree.

  • Comunicazione : lettura, scrittura, alfabetizzazione, calcolo, elaborazione, linguaggio, espressione verbale, conversazione, apprendimento, interazione di gruppo, interazione uno-a-uno
  • Comprensione : comprensione di informazioni complesse, esecuzione di istruzioni, apprendimento di nuove abilità, riconoscimento della richiesta e risposta
  • Memoria : conservare informazioni complesse, ricordare dettagli, ricordare l’ordine delle cose, eseguire processi che richiedono una serie di azioni dell’utente
  • Focus : mantenere l’attenzione senza essere distratti, svolgere compiti in serie, completare
  • Astrazione : pensare fuori di sé, empatia, estrapolazione, metafora, analogia, testo non letterale

Queste aree non sono indipendenti: spesso si integrano o si sovrappongono. Non è raro che una persona con una disabilità intellettiva abbia difficoltà in più aree.

Quando elaboriamo contenuti digitali, tutti eseguiamo le stesse operazioni mentali
L'accessibilità cognitiva facilita tutti gli utenti
Individuare le barriere cognitive: comunicazione, comprensione, memoria, focus, astrazione

Cosa dobbiamo fare?

Se il nostro lavoro è già online, dobbiamo domandarci:

  • il mio prodotto è utilizzabile per le persone che hanno difficoltà a leggere, comprendere, ricordare, concentrarsi?
  • il mio contenuto richiede di pensare in termini astratti?
  • posso rendere più facile l’utilizzo di questa funzione o di questo sito?
  • è possibile acquistare nel mio e-commerce in maniera semplice ed immediata?

Se il nostro lavoro non è ancora online (meglio ancora se stiamo iniziando a progettarlo, analizziamo componenti, elementi e caratteristiche tipici che potrebbero costituire una difficoltà per le persone con disabilità, ad esempio:

  • Grafica e forme: evitiamo forme confuse, grafiche sovrapposte, distrazioni
  • Navigazione: utilizziamo menu semplici, non distribuiamo i menu sulla pagina, evidenziamo i link con pulsanti
  • Complessità del linguaggio: evitiamo esempi difficili e frasi troppo articolate, colleghiamo le parole difficili ad un glossario
  • Gestione del focus: rendiamo sempre chiaro l’obiettivo della nostra comunicazione
  • Disposizione e spaziatura: organizziamo i contenuti in modo da accompagnare il lettore in un percorso chiaro e fruibile
  • Istruzioni chiare: diamo indicazioni e comandi semplici. Elementi simili dell’interfaccia utente e interazioni simili devono produrre risultati prevedibilmente simili (ad esempio, un pulsante a forma di freccia deve sempre eseguire la stessa operazione).
  • Automatismi: slide show, video e audio non devono partire automaticamente
  • Avvisi, richieste e feedback: realizziamo ogni contenuto verificando che non possa essere frainteso e che non generi confuzione.

Dobbiamo davvero rendere accessibile ogni parte del nostro sito? Abbiamo risposto a questa domanda in questo articolo.

Conformità WCAG

Anche le Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web (WCAG) riconoscono di descrivere solo “alcune soluzioni per difficoltà di apprendimento e limitazioni cognitive”, infatti gli aggiornamenti introdotti con le WCAG 2.1 e 2.2 analizzano in particolare le pratiche che garantiscono maggiore accessibilità cognitiva.

Evita forme confuse, grafiche sovrapposte, distrazioni
Utilizzare menu semplici e chiari
Semplificare il linguaggio, evitare frasi lunghe e articolate
Mantenere il focus rendendo sempre chiaro l'obiettivo
Organizzare la comunicazione in modo che lo spazio aiuti a comprendere e seguire il percorso
Dare istruzioni chiare, icone e pulsanti devono sempre avere la stessa funzione

Migliorare la User experience

L’accessibilità cognitiva conviene a tutti, perché tutti elaboriamo contenuti digitali eseguendo le stesse operazioni mentali fondamentali: 

  • Ricezione
  • Elaborazione
  • Azione

Ricordiamo che i contenuti vengono letti da persone con disabilità intellettive, cognitive, della memoria, dell’attenzione… ma anche da chi è stanco, chi è distratto sui mezzi di trasporto, chi non è madrelingua. 

Leggi qui il nostro articolo sul “La traduzione come strumento per aumentare l’accessibilità”

Queste buone pratiche migliorano la User Experience di tutti perché ognuno di noi trova più semplice un contenuto in cui le icone hanno sempre lo stesso significato, non c’è confuzione nei font, abbiamo il tempo necessario per elaborare e agire, non perdiamo tempo con moduli complessi, riceviamo indicazioni chiare in caso di errore.

L'accessibilità cognitiva migliora la user experience di tutti i lettori

PS:

Questo articolo dice tutto? No, c’è ancora tanto da dire e, soprattutto, fare. Nel prossimo articolo, ad esempio, parleremo dell’accessibilità cognitiva nelle pagine lette con strumenti assistivi.

Avremmo potuto essere più sintetiche? Probabilmente Sì.

Sarebbe stato accessibile? Probabilmente No.

L’accessibilità non è solo eseguire delle pratiche: è pensare accessibile con empatia per le esigenze dei lettori.

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