IN 30 SECONDI

L’assunzione di acido folico non è consigliato solo alle donne che stanno affrontando una gravidanza: numerosi studi dimostrano che la supplementazione di acido folico anche quando si sta programmando una gravidanza permette di prevenire fino al 70% dei rischi di difetti del tubo neurale.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

Lucy Wills

(1888 – 1964)
Entomologa e ricercatrice medica inglese, ha condotto ricerche in India per un decennio, tra gli anni ‘20 e gli anni ‘30, sull’anemia macrocitica della gravidanza, aprendo la strada all’individuazione dell’acido folico.

Janet Vaughan

(1899 – 1993)
Fisiologa e accademica britannica, negli anni ‘20 ha iniziato i suoi studi lavorando con i pazienti che vivevano nei sobborghi poveri di Londra, dove l’anemia e le malattie trasmesse attraverso il sangue erano endemiche. Le sue ricerche sulla vitamina B12 sono state fondamentali per la conoscenza dell’acido folico.

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, note anche con il nome di vitamina B9.

La parola deriva dal latino folium, foglia. Fu l’americano Mitchell, negli anni ’40, il primo ad usare il termine “acido folico” per indicare sostanze estratte da foglie di spinaci rivelatesi efficaci contro alcuni tipi di anemia.

È importante distinguere tra acido folico e folati.

Questi ultimi sono composti naturalmente presenti negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine.

I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate.

L’acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il DNA, l’RNA e le proteine. Sono essenziali, quindi, per tutte quelle cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.

Una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni, in particolare alcune difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. Secondo il sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) ci sono, in media, 20 casi di malformazioni congenite ogni 1.000 nati.

Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite, ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con compresse di acido folico.

Numerosi studi hanno dimostrato, infatti, che la supplementazione di acido folico durante la gravidanza è efficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale permettendo una riduzione del rischio anche fino al 70%.

Il fabbisogno quotidiano di acido folico è normalmente assunto con una dieta ricca di frutta e verdura fresca. 

Durante il periodo peri-concezionale, però, come raccomandato dal Network Italiano Promozione Acido Folico coordinato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità (da 1 mese prima del concepimento ai primi 3 mesi di gravidanza inclusi) il fabbisogno di acido folico aumenta.

Per raggiungere l’assunzione raccomandata di tale vitamina sarebbe necessario triplicare l’assunzione dietetica tipica, una scelta piuttosto laboriosa da rispettare, anche perché sarebbe difficile mantenere la quota giornaliera in modo costante.

Per questo è consigliata l’integrazione con supplementi vitaminici.

Queste le dosi di acido folico raccomandate:

Prima di una gravidanza

Per ridurre il rischio di malformazioni congenite come spina bifida, anencefalia e encefalocele, è necessario che la donna assuma 0,4 mg/die di acido folico, sotto forma di supplementi, mentre sta programmando una gravidanza (almeno 1 mese prima).

 

Durante la gravidanza

Il fabbisogno giornaliero di folati aumenta per la donna in gravidanza a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Pertanto l’assunzione di acido folico deve continuare almeno fino al terzo mese di gestazione.

 

Durante l’allattamento

Il fabbisogno giornaliero per una mamma che allatta è di 0,5 mg di folati, per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.  

In presenza di particolari condizioni di rischio

Le donne con precedenti gravidanze in cui sono stati riscontrati difetti del tubo neurale (come spina bifida, anencefalia e encefalocele) oppure con storia familiare di malformazioni congenite, donne in terapia con farmaci antiepilettici o con antagonisti dell’acido folico, donne con aborti ripetuti o con particolari malattie quali diabete, celiachia e patologie gastrointestinali, dovrebbero aumentare sino a 4-5 mg al giorno il dosaggio di acido folico peri-concezionale. In questi casi è opportuno che la donna consulti il medico curante o il ginecologo per definire i dosaggi più appropriati.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Stein Emil Vollset et al. Effects of folic acid supplementation on overall and site-specific cancer incidence during the randomised trials: meta-analyses of data on 50 000 individuals. Lancet 2013; 381: 1029–36
  2. Rapporto Esco sui rischi e benefici dell’acido folico: il gruppo di lavoro per la cooperazione scientifica dell’Efsa (Esco WG) sull’analisi dei rischi e benefici dell’arricchimento degli alimenti con acido folico nel 2009 ha portato a termine un progetto che ha esaminato le prove scientifiche relative all’assunzione di elevate quantità di acido folico, (2009)

 

    Fonte: Ministero della Salute  – Immagine: shutterstock/Natalia Deriabina

    Clicca qui per leggere l’articolo “A tavola con l’acido folico prima e durante la gravidanza”

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