IN 30 SECONDI

L’alimentazione durante la gravidanza è fondamentale poiché coinvolge le esigenze di due soggetti differenti e le patologie neonatali derivanti da una errata o cattiva nutrizione sono complessivamente frequenti. Inoltre le stesse cause che possono provocare malattie neonatali sono spesso anche la causa di prematurità o aborti spontanei. Durante la gravidanza è quindi fondamentale controllare il peso e la glicemia, assumere folati e vitamina B12, utilizzare sale iodato, prevenire la toxoplasmosi e la listeriosi, evitare alcolici e caffè, prestare attenzione ai metodi di cottura adottati e ai contenitori nei quali conserviamo il cibo.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

Charles Jules Henry Nicolle

(1866 – 1936)
Medico e biologo francese, descrisse per la prima volta il parassita portatore della Toxoplasmosi.

Joseph Lister

(1827 – 1912)
Professore di chirurgia, inventò e diffuse il metodo dell’antisepsi rivoluzionando l’atteggiamento e l’approccio dei chirurghi alla pratica operatoria. A lui si deve anche il nome della Listeriosi.

In gravidanza si mangia in due di cui uno è dipendente dall’altra (e mangia attraverso l’altra) ed è un organismo dinamico, che si trasforma e quindi è più vulnerabile: un errore temporaneo può causare un danno permanente.

Perché parlare di malformazioni?

Perché prese nel loro complesso non sono affatto così rare come si pensa (incidenza complessiva del 3% sui nati, World Health Organization, 2012), sono eventi con conseguenze gravi (“Libro bianco sull’invalidità civile in Italia”), e la maggiore preoccupazione per la donna che aspetta un bambino.

Sono la punta dell’iceberg: gli stessi fattori che aumentano il rischi di malformazioni aumentano anche il rischio degli altri problemi che preoccupano i futuri genitori quali ritardi di crescita e di sviluppo, prematurità, aborti spontanei. Diventa quindi fondamentale sapere che la gran parte di questi problemi può essere prevenuta con un ambiente di vita e di lavoro sano, da un uso intelligente e cauto di farmaci e soprattutto con la corretta alimentazione.

 

Il decalogo per la gravidanza

  1. Controlla peso e glicemia
  2. Una dieta ricca di folati e la supplementazione con acido folico, nei modi e tempi giusti, contro alcune malformazioni del sistema nervoso
  3. La vitamina B12 è indispensabile per utilizzare al meglio acido folico e folati
  4. Lo iodio è indispensabile per la crescita del bambino e per lo sviluppo del cervello
  5. Supplementi, integratori, alimenti salutistici: solo se c’è una carenza specifica
  6. Previeni la toxoplasmosi e la listeriosi
  7. Evita vino e alcolici in gravidanza
  8. Consuma il pesce in modo intelligente (raccomandazioni EFSA) 
  9. Attenzione in cucina: cottura e contenitori
  10. Riduci il consumo di bevande contenenti caffeina

 

1. CONTROLLA PESO E GLICEMIA

Forse non tutti sanno che il diabete e l’obesità in gravidanza, con gli squilibri metabolici (glicemia, stress ossidativo) ed endocrini (insulina) che comportano, sono tra i principali fattori di rischio per la salute fetale. Quindi attenzione anche al sovrappeso, che può essere il primo passo ma attenzione anche al sottopeso: il nostro grasso corporeo è un tessuto essenziale per il metabolismo ed una riserva energetica (importantissima per la gravidanza e l’allattamento) non un peccato estetico di cui liberarsi.

Come fare?

Mangiare cibo (e non nutrienti, soppesando proteine e grassi con la bilancia) privilegiando quello di origine vegetale; rispettare i nutrienti negli ingredienti con una corretta preparazione e cottura. Ma anche mangiare con sobrietà e convivialità poiché va benissimo controllare l‘indice di massa corporea e il girovita per misurare l’accumulo di grasso viscerale (che va evitato), ma occorre ricordarsi che, in particolare nella nostra cultura, il momento del pasto è essenziale anche per la socializzazione. Proprio per questa ragione dobbiamo sempre mantenere la consapevolezza che l’alimentazione deve essere proporzionata alla struttura fisica, metabolismo, attività fisica e all’età e non a raggiungere un “modello”.

 

2. FOLATI E ACIDO FOLICO

I folati sono naturalmente presenti negli alimenti soprattutto vegetali: verdure a foglia verde, agrumi, kiwi, lievito di birra (molto). L’acido folico è la forma sintetica (più stabile dei folati naturali) dei supplementi e alimenti “fortificati” (ad es. alcuni corn flakes).

Ambedue sono forme di una vitamina (il “folato”) che protegge i tessuti in moltiplicazione (quindi anche il feto…infatti in gravidanza il fabbisogno di folato è raddoppiato).

Nelle gravidanze più vulnerabili, per motivi genetici o ambientali, ancora da comprendere, una carenza di folato nei primi mesi di gravidanza aumenta il rischio di gravi difetti del tubo neurale.

In Italia, come in tanti altri paesi, occorre migliorare l’assunzione di folato soprattutto per tutelare la gravidanza, in particolare con un’alimentazione equilibrata e mediterranea, particolarmente per una realistica ed efficace tutela delle gravidanze vulnerabili.

Se si sta programmando una gravidanza è fondamentale iniziare ad assumere acido folico almeno un mese prima della gravidanza e proseguire monitorando i valori mensilmente.

 

3. VITAMINA B12

Dobbiamo prestare particolare attenzione perché se non si pensa alla vitamina B12, i folati possono avere un’utilità limitata: l’adeguato apporto di vitamina B12 è essenziale per mantenere le “riserve” di folati nei tessuti e soprattutto per poterli utilizzare adeguatamente nela regolazione della sintesi del DNA.

Quindi:

  • Vitamina B12: ne basta molto poca, ma è indispensabile
  • Si trova quasi solo negli alimenti di origine animale (pesce, uova, latticini,
    carne)

In particolare chi segue un regime vegano deve sapere che assume certamente un buon quantitativo di folati ma corre il rischio di non utilizzarli adeguatamente, soprattutto nel maggiore fabbisogno (gravidanza) ad es. rischio di basso peso alla nascita.

Cosa fare?

Non certo rinunciare alle proprie scelte e al proprio stile alimentare ma è opportuno che le donne vegane, che contemplano una gravidanza, controllino il proprio status di B12 ed eventualmente assumano supplementi a base di vitamina B12, oppure si rivolgano ad alimenti fortificati disponibili sul mercato (ad es. latte di soia).

 

4. IODIO

Il problema è ben inquadrato, ed è gestito da anni con iniziative di sanità pubblica (Min. Salute-ISS) tuttavia il 10% della popolazione presenta problemi associati ad un apporto insufficiente di iodio (dati ISS http://www.iss.it/osnami). La carenza di iodio si ripercuote immediatamente e direttamente sulla funzionalità tiroidea e durante gran parte della gravidanza la tiroide materna funziona anche per il metabolismo fetale: le conseguenze più gravi della carenza di iodio si osservano sullo sviluppo del sistema nervoso e crescita del feto

Cosa fare?

Assumere con equilibrio gli alimenti ricchi di iodio: pesce e frutti di mare, latte e latticini, alghe (attenzione: sono molto ricche di iodio: anche l’eccesso fa male alla tiroide) ed usare sale iodato in cucina (poco e iodato), chiedendo che lo si usi nelle mense e nei ristoranti che frequentiamo.

 

5. SUPPLEMENTI E INTEGRATORI

Evitare le carenze di nutrienti spesso causate da “diete fai da te” ed anche gli eccessi: i nutrienti contenuti in prodotti “salutistici“ (aminoacidi, vitamine, oligoelementi) sono nutrienti a tutti gli effetti e, se assunti in eccesso, possono diventare tossici. Quindi è fondamentale anzitutto assumere tutti i nutrienti attraverso un sano regime alimentare e ricorrere alle integrazioni su suggerimento del medico.

 

6. TOXOPLASMOSI E LISTERIOSI

La Toxoplasmosi è una infezione causata da un protozoo durante la gravidanza in una madre non immune: trascurabile per la madre, è invece grave per il feto.

Questo parassita intracellulare, presente in numerosi mammiferi domestici (non solo il gatto – non è sempre il principale colpevole soprattutto ora che si possono fare semplici test diagnostici!), si trasmette per via orale, per contatto con le feci o con le carni.

Le situazioni a rischio riguardano il contatto con cibi crudi, in particolare i vegetali crudi non lavati (potenzialmente contaminati con feci di animali portatori) e la carne cruda (a meno che non sia stata congelata per qualche giorno), tra cui consideriamo anche gli insaccati poco stagionati e le carni affumicate.

La Listeriosi è una infezione batterica non molto frequente ma ad alto rischio (morte fetale, aborto, parto prematuro). Il batterio è diffuso nell’ambiente (suolo, acqua, vegetali, feci di numerose specie animali) e negli alimenti. I principali veicoli dell’infezione sono pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini (formaggi molli, burro) ed inoltre i cibi preparati: carni fredde, insalate preconfezionate, panini.

Come con la Toxoplasmosi, bisogna evitare il contatto con alimenti crudi; altri utili consigli sono:

  • tenere separati gli alimenti crudi da quelli cotti
  • evitare formaggi a pasta molle, a meno che non siano fatti con latte pastorizzato
  • consumare i prodotti precotti, o pronti per il consumo appena possibile, e comunque mai oltre la data di scadenza​
  • refrigerare gli alimenti a una temperatura inferiore a 5 °C; mantenere il frigorifero pulito, soprattutto se vi sono conservate carni crude

 

7. VINO E ALCOLICI

Per la nostra cultura il vino è parte integrante dell’alimentazione, diversamente dalla cultura anglosassone e nordeuropea in cui gli alcolici sono soprattutto uno stile di vita (parte della vita sociale). L’alcol in gravidanza è un riconosciuto e importante rischio per il feto poiché può provocare un grave ritaro dello sviluppo detto “sindrome feto alcolica”.

L’approccio all’alcol in gravidanza, quindi, deve cambiare poiché le evidenze scientifiche che hanno dimostrato l’associazione del consumo di alcol con il rischio di malformazioni congenite, deficit di crescita e aumentato fabbisogno di folati.

Poiché l’etanolo arriva all’embrione e al feto attraverso la placenta, senza che sia in grado di metabolizzarlo, è necessario ridurre al un massimo di un piccolo bicchiere al giorno il consumo di alcol, consapevoli che le evidenze scientifiche non consentono di definire una “dose-soglia” priva i rischi per l’embrione e il feto.

 

8. CONSUMO INTELLIGENTE DEL PESCE

Il pesce è fonte di benefici nutrizionali, in particolare grazie all’apporto di iodio, omega3, importanti per lo sviluppo prenatale.

Poiché, però, il pesce può anche essere accumulatore di contaminanti (PCB, PBDE, PCDD/F e DL-PCB Metilmercurio… deleteri per lo sviluppo prenatale) è importante ricordare che non tutti i pesci sono da privilegiare.
Pesci grassi, soprattutto di grossa pezzatura – salmone, maccarello, anguilla – possono essere oggetto di maggiore bioaccumulo di contaminanti liposolubili, quali le diossine.

I predatori anche se magri – tonno, pesce spada sono più vulnerabili al bioaccumulo di metilmercurio.

Quindi, come scegliere?

La scelta del pesce deve riuscire a combinare il pesce relativamente ricco di DHA con un basso livello di metilmercurio: privilegiare quindi il pesce azzurro di taglia piccola (sgombro, sarde, alici) piuttosto che pesci di grossa taglia come tonno e pesce spada.

Un consumo di pesce di 3-4 porzioni/settimana in gravidanza può avere effetti benefici sullo sviluppo del sistema nervoso embrio-fetale ed è, quindi, più raccomandabile rispetto ad evitarne il consumo per non assumere metilHg.

 

9. COTTURA E RECIPIENTI

In cucina (a casa e al ristorante/mensa) alcune pratiche erronee possono portare alla contaminazione del cibo con sostanze tossiche dannose per l’adulto ed ancora di più per il feto. Anzitutto la cottura eccessiva di alimenti contenenti grassi, come le bistecche grigliate e la pizza, se produce zone bruciate espone all’assunzione di idrocarburi policiclici aromatici, (IPA) cancerogeni e teratogeni.

Inoltre  l’uso scorretto di recipienti in plastica può portare al rilascio di interferenti endocrini (sostanze che alterano l’equilibrio ormonale) presenti come additivi nelle plastiche morbide in PVC (ftalati) e rigide (bisfenoli): queste sostanze alterano soprattutto l’equilibrio estrogeni/androgeni, con conseguenti rischi per la gravidanza e per lo sviluppo riproduttivo del nascituro.

10. CAFFEINA

Le dosi sicure di caffeina (e quindi non solo caffè ma anche the, bevande alla cola, energy drink, ecc.) in gravidanza si devono ridurre poiché fattori genetici e non genetici influenzano in modo significativo il metabolismo della caffeina. Si manifestano, infatti, una ridotta capacità di smaltimento materna e una prolungata permanenza della caffeina in circolo.

BIBLIOGRAFIA

  1. Recommendations on policies to be considered for the primary prevention of congenital anomalies in National Plans and Strategies on Rare Diseases tradotte e discusse in italiano in: Granata O, Carbone P, Mantovani A, Taruscio D (Ed.). Prevenzione primaria delle malformazioni congenite: attività del Network Italiano Promozione Acido Folico. ISS; 2013, Rapporti ISTISAN2 13/28
  2. www.iss.it/binary/inte/cont/Eurocat_Reco_PrimaryPrevention.pdf
  3. http://www.iss.it/binary/publ/cont/13_28web.pdf
  4. www.who.int/mediacentre/factsheets/fs370/en/
  5. http://www.iss.it/cnmr/index.php?lang=1&id=2475&tipo=77
  6. Pawlak et al., Eur J Clin Nutr. 2014
  7. Dwarkanath et al., Am J Clin Nutr. 2013
  8. Mantovani A, Baldi F, Frazzoli C, Lorenzetti S, Maranghi F (Ed.). Modelli per la valutazione rischio-beneficio in sicurezza alimentare.
  9. Rapporti IstiSan 12/50 (2012)
  10. Opinion EFSA Risk for animal and human health related to the presence of dioxins and dioxin-like PCBs in feed and food EFSA Journal 2018;16(11):53331
  11. https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/5333
  12. http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/4102.pdf

 

    Fonte: Istituto Superiore di Sanità  – Immagine: shutterstock/YanLev

    Clicca qui per leggere l’articolo “A tavola con l’acido folico prima e durante la gravidanza”

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