IN 30 SECONDI

L’assunzione costante di alcuni cibi comporta un elevato rischio di sviluppare l’Alzheimer poiché grassi saturi e trans, zuccheri semplici, sale, AGE (sostanze infiammatorie presenti in alcuni alimenti) si concentrano e si accumulano nel cervello. Dobbiamo quindi prestare attenzione al nostro consumo di carne rossa, fritti, burro e formaggi, cibi confezionati e fast food.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

Michel Delorgeril

1950
Cardiologo francese: per primo ha dimostrato il collegamento tra dieta mediterranea e riduzione nella frequenza dell’infarto.

Konrad Block

1912-2000
Ha scoperto, insieme a Feodor Lynen, il meccanismo e la regolazione del colesterolo e degli acidi grassi nel metabolismo.

Nell’articolo “L’alimentazione che previene l’Alzheimer” abbiamo condiviso gli alimenti che hanno dimostrato di proteggere il cervello dal morbo di Alzheimer e da altre demenze. È stato dimostrato che nutrirsi con i 10 gruppi di alimenti utili per la salute del cervello riduce il rischio di Alzheimer di oltre il 50%. Abbiamo quindi solide prove scientifiche che alcuni alimenti rallentino l’invecchiamento del nostro cervello. Ma è altrettanto importante sapere quali cibi dovremmo evitare perché alcuni cibi possono effettivamente contribuire alla comparsa dell’Alzheimer.

Quando i ricercatori hanno deciso di determinare gli alimenti più neuroprotettivi, hanno anche esaminato i dati sugli alimenti ritenuti dannosi per il cervello. Sappiamo da anni che alcune scelte alimentari aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, entrambi considerati potenziali concause dell’Alzheimer. Ora gli studi dimostrano anche che una dieta costante di cibi malsani per il cervello è un fattore di rischio indipendente per l’Alzheimer.

Cosa rende gli alimenti pericolosi per il nostro cervello?

1. Sono ricchi di grassi saturi e trans

Assumere grassi saturi aumenta le probabilità di contrarre l’Alzheimer. In uno degli studi più completi effettuati fino ad oggi, chi ha consumato più di 25 grammi di grassi al giorno ha triplicato il rischio di sviluppare l’Alzheimer in un periodo di quattro anni. Questa è la quantità di grassi saturi in un tipico hamburger e patatine fritte da fast-food. Con una dieta ricca di grassi trans (più di due grammi al giorno), il rischio aumenta da tre a cinque volte: ciò non significa che tutti i grassi facciano male al cervello ma la dieta sana per il cervello favorisce i grassi sani, come i grassi mono e polinsaturi presenti nell’olio d’oliva, alcuni frutti, noci, salmone e pesce azzurro (sgombro, acciughe, sardine).

 

2. Contengono principalmente zuccheri semplici

Lo zucchero e altri carboidrati semplici negli alimenti causano picchi della glicemia nel sangue che portano all’infiammazione dei vasi sanguigni e delle strutture cerebrali. Nel tempo, assumere cibi contenenti zuccheri, soprattutto se prodotti industriali, può comportare la comparsa del diabete. Da anni sappiamo che le persone con diabete hanno da due a quattro volte di più la possibilità di contrarre l’Alzheimer. Ora, nuovi dati mostrano che anche i pazienti con prediabete (un livello borderline nel test della glicemia a digiuno) hanno il doppio delle probabilità di contrarre l’Alzheimer. In effetti, alcuni esperti si riferiscono all’Alzheimer come diabete di tipo 3 poiché il cervello delle vittime di Alzheimer è così resistente all’insulina che non sono più in grado di metabolizzare lo zucchero semplice e utilizzano preferenzialmente i grassi per alimentare il cervello.

 

3. Contengono sale in eccesso

Troppo sale nella dieta può portare a malattie cardiovascolari, in particolare l’ipertensione. L’ipertensione è un noto fattore di rischio per la malattia di Alzheimer. Uno studio recente ha mostrato che coloro che hanno mantenuto una buona pressione sanguigna (con pressione sanguigna sistolica <130) hanno un rischio ridotto di contrarre il morbo di Alzheimer decenni dopo. Una dieta che limita l’eccesso di sodio, come quello che si trova negli alimenti fritti, confezionati, trasformati e nel fast food, è una scelta importante per ridurre il rischio di Alzheimer.

 

4. Creano composti patogeni chiamati “prodotti finali della glicazione avanzata” (AGE)

Cosa sono esattamente gli AGE? Sono sostanze infiammatorie presenti negli alimenti e ritenute dannosi per il cervello e derivano dalla lavorazione degli alimenti ad alte temperature. Chiamate anche glicotossine, le AGE sono sostanze che reticolano le proteine ​​tra loro, facendo perdere ai tessuti la loro elasticità. Nei vasi sanguigni, questo significa che i rivestimenti delle arterie diventano rigidi e inclini a sviluppare placche. Gli AGE si concentrano in punti chiave del cervello delle vittime di Alzheimer come l’ippocampo, l’archivio del cervello per i ricordi a breve termine. I ricercatori hanno collegato un alto livello di AGE nel sangue a un aumentato rischio di molte malattie croniche, come diabete, malattie cardiovascolari, malattie renali e Alzheimer. In generale, più un alimento viene elaborato e maggiore è il suo contenuto in sostanze infiammatorie: il fast food, i cibi preparati industrialmente ed i fritti hanno i più alti livelli di AGE. Anche le creme spalmabili grasse – margarina, crema di formaggio, maionese… – ne contengono in grandi quantità. Le carni rosse sono intrinsecamente ad alto contenuto di AGE e lo diventano ancora di più se cotte a fuoco diretto e condite con salse, come accade ad esempio nel caso del barbecue. I cibi crudi, cotti il minimo indispensabile e freschi contengono notevoli quantità inferiori di sostanze infiammatorie. Se talvolta vogliamo concederci un cibo ricco di AGE, assicuriamoci di accompagnarlo con molte verdure fresche, preferibilmente a foglia verde, in grado di ridurre l’assorbimento del contenuto di AGE del cibo.

Vediamo ora i cinque gruppi di alimenti che contribuiscono alla comparsa dell’Alzheimer: ricordiamo che non si tratta di una dieta ad eliminazione ma di un regime alimentare sano, quindi occasionalmente possiamo certamente concederci qualche cibo salato o dolce, purché ne limitiamo l’assunzione.

Cinque gruppi di alimenti malsani per il cervello

1. Carne rossa: due porzioni a settimana

Sappiamo che più carne rossa consumiamo e maggiore è il rischio di malattie cardiovascolari. Sembra che ciò sia vero anche per l’Alzheimer perciò è utile limitare la carne rossa a poche porzioni alla settimana. Privilegiamo la carne allevata senza antibiotici o ormoni e nutrita solo con erba, preferibilmente libera. Anche se non è stato dimostrato che la scelta della carne riduca il rischio di Alzheimer – non è stato effettuato ancora nessuno studio su questo argomento – la carne nutrita con erba e la selvaggina hanno comunque più omega-3 sani e meno grassi infiammatori omega-6.

 

2. Cibo fritto e fast food: meno di una porzione a settimana

Non solo questi alimenti accumulano alti livelli di AGE, ma contengono anche grassi dannosi per il cervello, zuccheri e livelli eccessivi di sale. Quando vogliamo concederci un fritto occasionale, assicuriamoci che il cibo sia fritto in olio di qualità e che non venga utilizzato più volte.

 

3. Burro: meno di un cucchiaio al giorno

Il burro è una potente fonte di grassi dannosi per il cervello a causa del suo contenuto di grassi totali, per lo più saturi. Una dieta sana per il cervello utilizza l’olio d’oliva come olio da cucina privilegiato ma non occorre rinunciare completamente al burro. Bisogna scegliere burro di alta qualità e usarlo con parsimonia, privilegiando quello ottenuto da animali nutrito con erba poiché contengono un livello più alto di omega-3.

4. Formaggio: gustatelo raramente

Nel nostro stile alimentare il formaggio è molto presente ma occorre ricordare che è anche la fonte primaria di grassi saturi nella nostra dieta. Una porzione molto piccola di formaggio contiene la stessa quantità di grassi saturi contenuta in una grande porzione di carne rossa. Quando vogliamo concederci un buon formaggio, scegliamolo di alta qualità e naturalmente a basso contenuto di grassi (pecorino, parmigiano, feta).

 

5. Pasticcini e dolci: meno di cinque porzioni ogni settimana

Pasticcini e dolci sono ricchi di grassi non buoni, zuccheri raffinati e sale. Sono anche ricchi di calorie, apportando poco valore nutritivo in cambio, e contribuiscono all’aumento di peso. Questo non significa che non dobbiamo mai concederci un dolce ma che dobbiamo riservarlo per occasioni speciali, imparando a scegliere i migliori (ad esempio un buon cioccolato fondente) e trovando alternative per l’alimentazione quotidiana (frutta, cereali, muesli…).

Ricordiamo quindi che la maggior parte di ciò che mangiamo dovrebbe apportare al nostro cervello grassi sani, fitonutrienti (presenti nella frutta e verdura), fibre salutari per l’intestino e sostanze antinfiammatorie. Questo stile alimentare ha dimostrato di ridurre del 53% l’incidenza dell’Alzheimer al termine di uno studio durato 4 anni e condotto su un ampio campione di popolazione. Coloro che hanno seguito queste linee guida per la metà del tempo hanno avuto comunque una significativa riduzione del rischio del 35%.

 

Fonte: Brain Health Kitchen – Immagine: shutterstock/MattLphotography

Clicca qui per leggere l’articolo “L’alimentazione che previene l’Alzheimer”

ARGOMENTI COLLEGATI

PROTREBBERO INTERESSARTI ANCHE:

Pin It on Pinterest

Skip to content

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi