IN 30 SECONDI

I sintomi dell’ADHD e i sintomi dei disturbi del sonno sono molto simili quindi occorre prestare grande attenzione alla qualità del sonno dei bambini per escludere che i sintomi diagnosticati come ADHD siano, invece, dovuti alla mancanza di riposo ristoratore.

Diete ricche di zuccheri e additivi o anche difficoltà di respirazione e asma possono comportare disturbi del sonno: dobbiamo quindi migliorare la qualità del sonno nei nostri bambini, promuovere l’attività fisica, ridurre le ore di esposizione agli schermi di telefoni e computer.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

Leon Eisenberg

Psichiatra infantile americano (1922 – 2009) è accreditato come il primo medico che abbia dato una definizione di ADHD. Nella prima parte della sua vita ne studiò le cause genetiche, negli ultimi mesi dichiarò che erano altrettanto importanti il contesto sociale e psicologico.

Melchior Adam Weikard

Medico e filosofo tedesco, per primo nel 1798 propose in un suo libro la definizione di “irrequietezza mentale” per descrivere i sintomi del disturbo da deficit di attenzione.

I sintomi dell’ADHD, la sindrome da deficit dell’attenzione ed iperattività, e i sintomi dei disturbi del sonno, in particolare nei bambini, sono sorprendentemente simili. Può essere diagnosticato erroneamente l’ADHD quando invece si tratta di un disturbo del sonno?

Una diagnosi errata espone i bambini alla terapia dell’ADHD – spesso con farmaci – ma se il disturbo diagnosticato non è corretto, i sintomi non diminuiranno e incorreremo, invece, in conseguenze psicologiche e fisiche.

Per questo, e anche per le conseguenze sociali che spesso una diagnosi di ADHD comporta per il bambino, è molto importante verificare che la diagnosi non sia stata formulata in base a sintomi che sono, invece, causati da disturbi diversi. Non sentirsi accettati e sostenuti non provoca solo una sofferenza: può ritardare il trattamento efficace delle cause profonde delle sfide emotive, sociali e comportamentali che possono aver causato la diagnosi errata.

Con l’aumento esponenziale delle diagnosi di ADHD, si è verificato contemporaneamente un importante aumento della prescrizione di terapie farmacologiche ma cosa accade quando i disturbi del sonno vengono “interpretati” come ADHD?

 

I disturbi del sonno nei bambini

Le problematiche legate al sonno non riguardano solo gli adulti: numerosi bambini non riposano adeguatamente e le ricerche lo dimostrano, in particolare nella fascia di età compresa tra i 6 ed i 9 anni. Quando i bambini raggiungono l’adolescenza, la percentuale di ragazzi che non riposa a sufficienza raddoppia. I bisogni dei bambini cambiano durante l’infanzia ma in ogni fase dello sviluppo, sottovalutiamo la quantità di ore di sonno per notte, necessarie per il recupero psico-fisico dei bambini e dei ragazzi.

 

Quali sono le conseguenze della mancanza del sonno nei bambini?

Anche genitori che trascorrono molto tempo con i propri figli possono facilmente fraintendere o trascurare i sintomi di un sonno insufficiente poiché la mancanza di riposo si manifesta nei bambini in modo diverso rispetto agli adulti. 

Ciò accade poiché la privazione del sonno colpisce differenti aree del cervello nel bambino rispetto al cervello degli adulti e anche perché la mancanza di sonno può avere effetti reali e permanenti nello sviluppo cerebrale nella fase dello sviluppo.

Mentre a causa della mancanza di sonno gli adulti spesso sperimentano irritabilità, stanchezza, svogliatezza e mancanza di energia, nei bambini la mancanza di riposo o il sonno disturbato si traducono in comportamenti iperattivi. Sono anche frequenti le manifestazioni emotive con grandi sbalzi d’umore, emozioni altalenanti e apparentemente prive di causa: possono scatenarsi scoppi d’ira e comportamenti provocatori che, paradossalmente, richiedono al bambino grandi quantità di energie, senza avere la possibilità di recuperarle durante la notte. In questo circolo vizioso, i bambini con disturbi del sonno manifestano anche problemi di concentrazione e di memoria, possono avere difficoltà di apprendimento che comportano problemi nello svolgimento dei compiti a casa.

Iperattività, disattenzione, aggressività, esplosioni emotive e comportamenti provocatori a casa o in classe: questi sono i sintomi caratteristici che si osservano per effettuare una diagnosi di ADHD ma sono praticamente indistinguibili dai sintomi dei disturbi del sonno e della stanchezza eccessiva nei bambini.

 

Ma allora ogni diagnosi errata di ADHD è davvero un problema di sonno che è stato trascurato?

Certamente no ma è anche vero che i bambini possono avere difficoltà a riposare di notte per numerosi motivi e queste cause, invece di essere la conseguenza dell’ADHD, possono essere la causa dei comportamenti che conducono a questa diagnosi.

L’elenco dei potenziali problemi che possono provocare iperattività e disattenzione è molto lungo: condizioni mediche quali l’asma o la bronchite possono disturbare il sonno, così come qualsiasi condizione che provochi dolore o disagio a un bambino.

 

1. Le diete ricche di zuccheri e additivi possono rendere difficile per i bambini rilassarsi e riposare bene, esattamente come gli effetti collaterali dei farmaci che possono provocare ansia, stress, depressione, allergie, carenze di vitamine e minerali, problemi di elaborazione sensoriale e altre condizioni psicologiche. Tutti questi fattori contribuiscono a provocare disturbi del sonno nei bambini, innescando una serie di sintomi che assomigliano notevolmente all’ADHD.

2. Le difficoltà respiratorie sono causa frequente di sonno disturbato e di riposo non ristoratore nei bambini che, a causa del ridotto apporto di ossigeno alle cellule o a causa delle apnee notturne, hanno molte più probabilità di essere, durante la giornata, iperattivi, aggressivi e provocatori. È più probabile che manifestino anche difficoltà di concentrazione, nella comunicazione e nella socializzazione. 

 

Cosa possiamo fare?

Anzitutto diamo la priorità ad un sonno sano sin dai primi mesi di vita: dormire a sufficienza è essenziale per lo sviluppo dei bambini che, se non dormono a sufficienza durante i primi tre anni di vita, hanno maggiori probabilità di sviluppare problemi legati all’iperattività ed all’impulsività prima di raggiungere l’età scolare. 

Prestiamo attenzione ai segni di un sonno disturbato: i bambini, a differenza degli adulti, hanno difficoltà nel comunicare le proprie frustrazioni dovute al riposo notturno o alla mancanza di esso. Ciò può facilmente portare a un problema di sonno trascurato o non curato perciò è importante affrontare questi segnali con il pediatra.

Se le preoccupazioni permangono, si può valutare lo screening dei disturbi del sonno nei bambini, inclusa l’apnea notturna: si valuterà l’eventuale presenza di condizioni correlate quali tonsille infiammate e adenoidi ingrossate, bronchite, asma, allergie, carenze nutrizionali e problemi psicologici che potrebbero creare difficoltà nel sonno e contribuire a sintomi simili all’ADHD.

 

Promuoviamo l’attività fisica

Essere fisicamente attivi ogni giorno può aiutare a diminuire i sintomi dell’ADHD: allo stesso modo l’esercizio fisico e l’attività regolare possono migliorare significativamente la qualità del sonno. Dare ai bambini l’opportunità, e incoraggiarli a svolgere attività fisica è fondamentale anche per lo sviluppo del cervello e questa è una componente essenziale della normale routine di un bambino.

 

Spegnere gli schermi

Il tempo trascorso davanti allo schermo (smartphone, computer, televisione…), sia di giorno sia di notte, interferisce con la capacità di riposo del bambino: l’osservazione e lo studio del comportamento nei bambini e negli adolescenti negli ultimi 5 anni ha dimostrato che la riduzione del tempo davanti allo schermo aumenta lo sviluppo e la funzionalità delle cellule neurali nel bambino, riducendo anche l’ansia. In particolare è importante ridurre l’esposizione agli schermi nelle ore che precedono l’addormentamento, per preparare ad un sano riposo notturno.

Tutti i bambini hanno bisogno di un sano riposo per funzionare e crescere al meglio. Quando un bambino mostra segni di angoscia, agitazione e distrazione, ricordiamo che valutare il riposo, il ritmo veglia-sonno e la qualità del tempo notturno sono un punto di partenza fondamentale per trovare soluzioni.

 

Fonte: DrBeurkens – Immagine: shutterstock/Olena Chukhil

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