IN 30 SECONDI

La malnutrizione è un fattore significativo che può causare un peggior risultato chirurgico ed una maggiore prevalenza di comparsa di altre patologie e mortalità nei pazienti con disabilità sottoposti ad interventi chirurgici. È quindi importante effettuare approfondite analisi nutrizionali e metaboliche per prevenire impatti negativi sull’esito chirurgico.

BIOGRAFIE IN 3 SECONDI

Suśruta

asceta e medico indiano vissuto nel 1660 a.C. circa: per primo ha codificato la chirurgia come pratica medica ed ha descritto settori della pratica come la neurochirurgia, la chirurgia plastica, l’ortopedia, la tossicologia, la psichiatria e la deontologia del medico.

William Edwards Ladd

(1880 – 1967): medico statunitense, è considerato il padre della chirurgia pediatrica, sviluppando metodi di cura specifici per ciascun caso.

L’intervento chirurgico è uno degli eventi più stressanti che possa accadere all’organismo e la malnutrizione è un fattore significativo legato a un peggior risultato chirurgico e ad una maggiore comparsa di altre patologie e mortalità.

Alimentazione e disabilità sono strettamente legate perché spesso la malnutrizione può verificarsi nei pazienti più piccoli che hanno una compromissione neurofisica a causa di un apporto energetico alimentare inadeguato, disfunzione motoria orale, aumento delle perdite di nutrienti, aumento del metabolismo basale e sforzo fisico.

Una cattiva alimentazione, compreso un apporto dietetico insufficiente che può essere conseguenza di difficoltà di alimentazione, influisce sulla crescita nei bambini e ha un impatto negativo sulla composizione corporea, sulla forza muscolare, sul metabolismo osseo e su numerosi altri aspetti, tra cui la funzione immunitaria, la guarigione delle ferite. Questi sono tutti fattori fondamentali per la riuscita di un intervento chirurgico.

È importante osservare che, frequentemente, la malnutrizione è correlata all’età e alla gravità della disabilità neurologica: non è invece determinata principalmente dall’assunzione di energia poiché si verifica anche in pazienti con un adeguato apporto energetico o anche più elevati del previsto. Diversi fattori, come l’infiammazione e lo squilibrio ormonale, possono avere un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Sono state descritte carenze di macronutrienti e micronutrienti, comprese carenze di vitamina D, B12 e folati…

Stress prolungato e disturbi metabolici sono stati anche associati ad un sistema cardiovascolare meno sano. Alcune condizioni associate a disabilità intellettive o dello sviluppo nei bambini sono particolarmente correlate con i fattori di rischio cardiovascolare nell’età adulta. 

È stato anche dimostrato che la funzione respiratoria è più difficoltosa in soggetti malnutriti, con una ridotta capacità di mantenere adeguati livelli di ventilazione a causa dell’incapacità del sistema nervoso centrale e dei muscoli respiratori. Inoltre la malnutrizione, in particolare la carenza di proteine, contribuisce al verificarsi di fratture perché la massa ossea è ridotta e si altera la forza muscolare. 

Tutte queste conseguenze legate alla malnutrizione hanno un impatto negativo sull’esito dell’intervento chirurgico, con un aumentato rischio di polmonite post-operatoria, infezioni nel luogo dell’intervento, difficoltà di cicatrizzazione e riapertura delle ferite… Quindi la valutazione nutrizionale deve diventare una parte cruciale prima di eseguire il trattamento chirurgico nei soggetti fragili: sarebbe ancora meglio se la valutazione potesse iniziare subito dopo la diagnosi clinica

Cosa fare prima dell’intervento chirurgico? Si dovrebbero eseguire misurazioni cliniche e di laboratorio per valutare lo stato nutrizionale, misurazioni antropometriche (altezza, peso, calcolo dell’IMC, stadio puberale e circonferenza muscolare del braccio, stima dell’assunzione e del dispendio energetico; valutazione dello stile di vita e della mobilità, nonché analisi di laboratorio della funzionalità renale ed epatica, livelli di lipidi, proteine sieriche con emivite più brevi, valori di transferrina e vitamine, resistenza all’insulina e livelli di ormone dello stress). L’aspetto nutrizionale dovrebbe essere attentamente analizzato, focalizzando l’attenzione sul fabbisogno energetico e nutritivo e dovrebbe essere riconosciuta l’importanza di un approccio nutrizionale personalizzato. L’intervento nutrizionale deve essere adattato al singolo caso secondo un’accurata valutazione nutrizionale che includa analisi della composizione corporea, test di laboratorio, storia e difficoltà di alimentazione, oltre alla storia medica.

I miglioramenti nell’assistenza ai bambini fragili aiuteranno a proteggere la loro salute, il benessere e la sopravvivenza, nonché la loro qualità di vita.

Spetta al chirurgo pediatrico riservare una considerazione speciale al paziente fragile prima, durante e nel follow-up postoperatorio a lungo termine e raccomandare un protocollo dedicato al recupero avanzato dopo l’intervento chirurgico.

 

Fonte: Frontiers in Pediatrics – Immagine: shutterstock/Jaren Jai Wicklund

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