IN 30 SECONDI

Da anni è stata dimostrata come la mancanza di micro e macronutrienti, in particolare nelle fasi prenatale e neonatale, possa essere causa della comparsa di disabilità anche gravi. È però spesso sottovalutata, invece, la correlazione tra disabilità e malnutrizione: quando, cioè, la disabilità è la causa della carenza di nutrienti fondamentali.

Anzitutto devono essere considerate le carenze nutrizionali che possono evidenziarsi nel caso in cui la disabilità obblighi ad una nutrizione liquida o impedisca l’assunzione di alimenti fondamentali. Allo stesso modo, patologie (spesso genetiche come la sindrome di Down) alle quali si associano frequentemente sovrappeso ed obesità, possono comportare gravi ripercussioni sull’organismo e sul benessere futuro. Deve diventare una pratica comune fare in modo che il bambino disabile sia seguito tanto da specialisti della patologia quanto da professionisti in nutrizione.

Numerosi studi, nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato la correlazione tra malnutrizione e disabilità perciò molti interventi si sono concentrati sulla prevenzione della disabilità attraverso interventi nutrizionali. Sebbene questo sia sempre significativo, è anche importante riconoscere il collegamento inverso: gli individui che nascono con disabilità o che la acquisiscono successivamente, spesso devono affrontare problemi significativi legati all’alimentazione.

Ciò è evidente anzitutto nelle disabilità che comportano difficoltà di deglutizione, di masticazione, di digestione di alimenti complessi o che richiedano diete completamente liquide o semiliquide.

Esistono poi numerose patologie che provocano il malassorbimento dei nutrienti: tra le più note, la fibrosi cistica necessita dell’integrazione di enzimi pancreatici come unica terapia che eviti i danni da malassorbimento di nutrienti.

Spesso si ricorre esclusivamente a terapie farmacologiche eppure bambini con disabilità possono aver bisogno anche di nutrienti aggiuntivi per affrontare i problemi di salute associati alla loro condizione. Un caso frequente è quello del bambino con disabilità fisica che causa immobilità, disidratazione o condizioni di peso insufficiente: può essere soggetto a piaghe da decubito e ulcere. In questi casi è necessaria una dieta che preveda l’assunzione di molti liquidi, vitamine e sali minerali, antiossidanti (selenio, carotenoidi, flavonoidi) con particolare attenzione allo zinco (contenuto soprattutto in germe di grano, legumi, carne, formaggi), vitamina E e vitamina C (che, grazie all’azione immunostimolante, favorisce la cicatrizzazione delle ferite).

Sebbene la preoccupazione primaria dei genitori e caregivers di bambini con disabilità sia la sottoalimentazione, anche il sovrappeso è invece causa di importanti patologie. Ad esempio, essere in sovrappeso non garantisce che l’organismo riceva i corretti nutrienti, anche se – magari – in quantità eccessiva: carenze di micronutrienti possono verificarsi in una dieta ad alto contenuto energetico ma di scarsa qualità e possono passare inosservate fino all’evidenziarsi di gravi conseguenze a lungo termine per la salute e lo sviluppo.

Sappiamo che le malattie disabilitanti comportano spesso complicanze legate alla nutrizione (alterazioni del transito, vomito, diarrea…) e, in questi casi, è forse più evidente la necessità di un intervento che integri i nutrienti. Non perdiamo di vista, però, il pericolo costituito dalla lenta ma costante carenza di micronutrienti che spesso l’alimentazione resa più complessa dalla disabilità può comportare: è importante che il bambino disabile sia sempre seguito non solo dallo specialista ma anche dal nutrizionista, per ogni fase della crescita sarà infatti necessario adeguare e modificare gli apporti nutritivi garantendo lo stato di salute migliore e, spesso, la riduzione di alcuni sintomi invalidanti.

 

Fonte: PubMed – Immagine: shutterstock/Maliutina Anna

Clicca qui per leggere l’articolo “Malnutrizione e disabilità sono strettamente correlati e possono essere causa reciproca”

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